ARGOMENTI

La Vision

L'Autonomia Scolastica

Le Leggi dell'Autonomia e della Riforma

Il ruolo dell'Ente Locale

Autoanalisi e Autovalutazione

Progetto Orientamento

INVALSI

La Valutazione del Comportamento degli alunni

La Valutazione degli apprendimenti

Accoglienza

Rapporti con le Famiglie

Protocollo di Accoglienza degli Alunni non-nativi

 

Dal Piano dell'Offerta Formativa

LA VISION

Gli istituti scolastici presentano all'utenza il proprio modello scolastico e l'organizzazione dei servizi scolastici, attraverso il
Piano dell'Offerta Formativa
(P.O.F.).

 

I presupposti della qualità a cui si ispira il nostro Istituto sono:

•  la promozione di una scuola di valori, conoscenze e abilità,

•  l'insegnamento a misura di ognuno,

•  l'attuazione piena dell'autonomia scolastica,

•  la scuola relazionata al territorio,

•  il curricolo verticale delle discipline(Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado),

•  la flessibilità dell'orario scolastico e dell'offerta formativa,

• la verifica degli esiti scolastici attraverso un osservatorio permanente.

L'AUTONOMIA SCOLASTICA

L'Istituto Comprensivo, nel quadro normativo di riferimento nazionale, può decidere di introdurre, accanto alle materie ministeriali, propri curricoli, modificare l'orario scolastico delle lezioni, assumere esperti esterni, siglare convenzioni e protocolli, gestire direttamente servizi …

La legge istitutiva, la legge di riforma 53/2003 e il D.L. 19 febbraio 2004 N°59 permettono ai singoli istituti di realizzare un'ampia autonomia.

Il miglioramento della qualità del modello scolastico della scuola autonoma, è comunque possibile grazie a:

•  finanziamenti erogati dallo Stato (Fondo d'Istituto);

•  risorse investite dall'Amministrazione Comunale per una politica scolastica che risponda ai bisogni dell'utenza (Piano di Diritto allo Studio);

•  contributi da parte delle famiglie che concorrono economicamente alla realizzazione di iniziative di eccellenza prive di copertura finanziaria o solo in parte finanziate (Visite d'Istruzione, Iniziative varie collegate ai Progetti educativo-didattici - es. K.E.T. - previsti anche sul Territorio come laboratori extrascolastici: Corsi Musicali …)

LE LEGGI DELL'AUTONOMIA E DELLA RIFORMA

Decreto legislativo
20 marzo 2009
N°89

•  Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'art. 64, comma 4, del D.L. 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni della Legge 6 agosto 2008, n. 133

Legge
30 Ottobre 2008
N°169

•  Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 1 settembre 2008

Decreto legislativo
1 Settembre 2008
N°137

•  Disposizioni urgenti in materia di Istruzione e università

Circolare
3 Dicembre 2004
N°85

•  Indicazioni per la valutazione degli alunni e per la certificazione delle competenze nella scuola Primaria e nella scuola Secondaria di 1° grado

•  Allegati:esempi di schede personali e attestati per la scuola primaria e secondaria di 1° grado;esempi di abilità correlate con le conoscenze per la rilevazione degli apprendimenti

Decreto legislativo
19 Febbraio 2004
N°59

•  Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'art.1 Legge 28 marzo 2003 n°53

•  Allegati:indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati della scuola Primaria e Secondaria di primo grado

Decreto legislativo
30 Giugno 2003
N°196

•  Codice in materia di protezione dei dati personali (si veda anche Legge 31 Dicembre 1996 n°675: tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali)

Legge
28 Marzo 2003
N°53

•  Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali di prestazione in materia di istruzione e di formazione professionale

Legge Costituzionale
18 ottobre 2001
N°3

•  Modifiche al Titolo V parte II della Costituzione (novellato art.117: legislazione esclusiva dello Stato)

Decreto legislativo
26 Giugno 2000
N°234

•  Regolamento recante norme in materia di curricoli nell'autonomia delle istituzioni scolastiche

Decreto legislativo
8 Marzo 1999
N°275

•  Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell'art 21 Legge n°59 del 15 marzo 19997

Legge
18 Dicembre 1997 N°440

•  Istituzione del Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'Offerta Formativa e per gli interventi perequativi

Legge
28 Agosto 1997
N°285

•  Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza

Legge
15 Marzo 1997
N°59

•  Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti locali per la riforma delle Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa
(art.21: Autonomia scolastica)

IL RUOLO DELL'ENTE LOCALE

Il ruolo dell' Ente Locale è essenziale ai fini del raggiungimento di un modello di qualità, perché lo stesso può mettere a disposizione delle scuole, le risorse necessarie per la realizzazione dei progetti educativi più qualificati.

Il PIANO DI DIRITTO ALLO STUDIO, quindi, è un atto amministrativo fondamentale per la scuola dell'autonomia, specialmente se è il risultato di decisioni e di iter formativi condivisi dalle diverse componenti della scuola.

In questo contesto assume particolare rilievo la gestione dello stesso. La prassi, ormai collaudata di molte Amministrazioni, di assegnare direttamente alle scuole le somme stanziate previo appositi protocolli d'intesa, si è rivelata idonea ed efficace, sia sul piano amministrativo che sul piano gestione. Tale prassi è stata adottata nel nostro Istituto dall'anno scolastico 2003-2004.

Alcuni progetti, giacchè in essere convenzioni stipulate da altri Enti con il Comune di Mozzo, sono gestiti direttamente dall'Amministrazione Comunale.

AUTOANALISI E AUTOVALUTAZIONE

Osservatorio degli esiti scolastici

Il sistema scolastico di qualità è consolidato da meccanismi di verifica ricorrenti.

L' autoanalisi dei processi didattici, dei livelli di apprendimento, dei costi, delle risorse e del gradimento dell'utenza sono “passaggi obbligati” della scuola che vuole essere di qualità.

La valutazione della qualità del servizio è di competenza del ministero della P.I. che ha istituito un apposito presidio di misurazione dei livelli.

Una misurazione oggettiva e attendibile sul grado di preparazione dei nostri ragazzi/e lo abbiamo tabulando gli esiti dei risultati alla fine della prima classe della prima superiore.

Dal risultato scolastico, ottenuto dagli alunni nel corso del primo anno della Scuola Secondaria di 2°grado, possiamo verificare l'attendibilità dei nostri giudizi di licenza media e analizzare le ragioni di eventuali insuccessi scolastici.

I risultati statistici dedotti da tale verifica vengono resi noti in occasione dell'OPEN DAY alla Secondaria di I grado.

Gli strumenti dell'autovalutazione

Lo strumento di riferimento di autovalutazione di Istituto più diffuso è quello del questionario che restituisce indirizzi e tendenze utili per orientare l'intervento didattico ed educativo.

Il nostro Istituto predispone periodicamente i seguenti questionari :

•  Questionario triennale per i genitori, per verificare il gradimento del modello scolastico e dei connessi servizi offerti (pre-scuola, mensa, orari ingresso/uscita, interscuola ecc.)

•  Questionario annuale per le classi in ingresso per la scelta del modello scolastico (Primaria: 24 – 27 – 30 – 40 ore settimanali - Secondaria di I grado: 30 - 36 ore settimanali - settimana corta a 30 ore)

PROGETTO ORIENTAMENTO

L'attività di orientamento fa parte dei progetti elaborati dall'Istituto, intesi a migliorare l'offerta formativa e la personalità degli alunni. Coinvolge tutte le classi dell'Istituto nell'applicazione delle diverse fasi previste.

Per garantire una omogenea realizzazione del progetto in tutte le classi l'attività è affidata ad un'équipe, che è presieduta dalla figura “responsabile del progetto”.

La preparazione dei ragazzi/e dell'Istituto è monitorata dagli esiti finali della classe terza della Scuola Secondaria di I Grado raccolti dall'Istituto attraverso la prova d'esame e la prova INVALSI. In seguito questi risultati saranno monitorati dal sistema nazionale di valutazione INVALSI, che darà il livello di preparazione degli alunni dell'Istituto comparati con realtà territoriali più vaste: provincia, regione, macro-regione, nazionale.

PREMESSA:

Intendiamo l'orientamento essenzialmente come educazione all'autovalutazione e alla scelta.

Orientamento in entrata

•  Orientamento rivolto agli alunni della scuola primaria

Obiettivo:

far conoscere agli alunni della quinta della primaria l'ambiente della scuola secondaria di primo grado

Attività:

•  organizzazione di mattinate con lezioni tenute da insegnanti della Secondaria di I grado anche con la possibile presenza di alunni della Secondaria

•  incontri tra docenti della Scuola Primaria e Secondaria di I grado su temi di continuità didattico-educativa

Orientamento nelle classi prime e seconde della Secondaria di I grado

Obiettivo:

sostenere la formazione dell'identità degli alunni

Attività :

•  letture e conversazioni relative alla conoscenza di sé (attitudini, abilità, interessi, aspirazioni, punti deboli e punti forti)

•  eventuali letture, consultazione di materiali sul sistema scolastico italiano

•  eventuali letture, ricerche e conversazioni relative alla conoscenza del mondo del lavoro

•  autovalutazione della propria situazione scolastica relativamente a: autonomia nel lavoro, preparazione scolastica motivazione allo studio

•  interventi in classe dei genitori disponibili ad illustrare il proprio percorso formativo e la propria attività lavorativa

•  proposte e indicazioni relative alla possibilità di accoglienza e d'inserimento degli alunni in situazione di handicap nelle istituzioni scolastiche superiori mediante un lavoro di collaborazione fra scuola secondaria di I e di II grado

Orientamento in uscita

•  Orientamento rivolto gli studenti del terzo anno

Obiettivo:

orientare gli alunni verso una scelta motivata che dia loro prospettive di successo.

Attività :

Alla formazione è affiancata un'ampia ed articolata informazione sulla realtà della scuola Secondaria di II grado, attraverso:

•  tavola rotonda con docenti di Scuola Secondaria di II grado

•  consultazione di materiali e strumenti forniti dalla Provincia

•  informazione sui vari “Open day” delle scuole superiori del territorio

•  eventuali incontri con professionisti ed esperti del mondo del lavoro

•  informazione costante sulle attività di orientamento formativo ed informativo proposte ed attuate dagli uffici scolastici competenti

•  discussione in classe sui problemi legati alla scelta

•  incontri con le famiglie per illustrare e motivare il Consiglio Orientativo dei docenti

 

INVALSI

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), con Direttiva n° 56 del luglio 2004, ha incaricato l'INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Scolastico) a preparare le provenazionali standardizzate relative agli apprendimenti dell'Italiano, della Matematica e delle Scienze con riferimento alle classi 2ª e 5ª della Scuola Primaria, 1ª della Scuola Secondaria di 1° grado e 3ª della Secondaria di I grado allineata all'esame di licenza media

a distribuirle presso le scuole e a ritirale.

I fascicoli sono provvisti solo di un codice identificativo e sono quindi assolutamente anonimi.

Ciò che viene valutato non è infatti il singolo alunno, ma gli apprendimenti complessivi di ogni singola scuola in relazione alle direttive ministeriali.

L'effettuazione di tali prove avviene in date stabilite dallo stesso INVALSI, date che non possono essere modificate se non per gravi motivi, in quanto uguali in tutta Italia. Perché le prove siano il più possibile regolari, l'insegnante che assiste deve essere di una disciplina diversa da quella valutata oppure della disciplina ma non della classe considerata. Particolare attenzione viene poi prestata agli alunni diversamente abili per i quali le prove possono essere modificate o preparate dai loro insegnanti sempre rispettando la tipologia di apprendimento considerata; in questo caso la valutazione non viene considerata con il resto della classe.

Importante è il momento di ritorno dei dati valutativi in quanto permettono all'istituzione scolastica di autovalutarsi rispetto ai percorsi previsti dalla riforma.

Non solo, i dati permettono alla scuola di verificare la propria posizione rispetto alle altre scuole italiane, alle scuole della propria regione e, al proprio interno, rispetto alle varie sezioni della scuola stessa.

Nell'arco degli otto anni della scuola del primo ciclo questi dati permettono poi di valutare nel periodo di tempo considerato l'evoluzione positiva o negativa dei risultati, facendo apportare le opportune modifiche ai percorsi programmatici e didattici.

LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI

La nuova riforma del sistema scolastico italiano introduce la valutazione del comportamento degli alunni e delle alunne, che entra così a far parte a tutti gli effetti della scheda di valutazione.

Questo indirizzo tende a responsabilizzare docenti, alunni e genitori verso una consapevolezza soggettiva dei comportamenti.

[Decreto Legge 1 settembre 2008, n. 137 ( in G U 1 settembre 2008, n. 204)]

ARTICOLO 2

1) Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale, viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori dalla propria sede.

2) A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è espresso in decimi.

3) La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.

LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI

ARTICOLO 3

1) Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.

2) Dall'anno scolastico 2008 / 2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi.

3) Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

ACCOGLIENZA

Per gli alunni che frequentano l'ultimo anno di scuola dell'infanzia, la Scuola Primaria organizza a partire dall' open day, attività di Accoglienza nella primavera precedente all'ingresso nell'Istituto Comprensivo.

La finalità dell'incontro non è soltanto l'ambientamento nella nuova scuola, ma, grazie alle attività predisposte, l'occasione per conoscere le individualità dei singoli bambini, le loro diversità, l'occasione per iniziare il dialogo con la famiglia.

La Scuola Secondaria di 1° grado, con le medesime finalità sopra esposte, organizza nel corso delle prime settimane di lezione delle classi prime un progetto di attività per l'Accoglienza, variamente articolate in ambito disciplinare e trasversale alle discipline, cui partecipano tutti i docenti del Consiglio di Classe.

I risultati di tale lavoro, unitamente a quelli delle prove d'ingresso, verranno raccolti dal Coordinatore e comunicati in sede di Consiglio di Classe.

Nello stesso periodo i docenti Coordinatori concordano con i genitori degli alunni un calendario di incontri volto a stabilire un primo contatto scuola – famiglia.

Classi prime

la Scuola predispone attività di inizio d'anno scolastico con lo scopo di:

•  introdurre i nuovi alunni nel clima della nuova realtà con i suoi ritmi, le sue regole e le sue opportunità

•  conoscere alunni e famiglie per entrare in sintonia e stabilire rapporti di collaborazione efficaci e proficui basati sulla reciproca conoscenza

Classi intermedie

la Scuola Primaria predispone attività di inizio d'anno scolastico che facilitino il rientro degli alunni nei ritmi e nei tempi delle attività scolastiche

Classi finali

la Scuola Primaria predispone:

•  attività al fine di far conoscere la Scuola Secondaria di 1° grado in cui andranno

•  possibili attività in collaborazione/cooperazione con le classe di prima media (loro ex compagni di scuola)

la Scuola Secondaria di I grado predispone:

•  un periodo iniziale che facendo perno sulle qualità e sugli interessi degli alunni li orienti nella scelta oculata dell'istituto superiore a cui iscriversi per il proseguo del cammino scolastico

Genitori degli alunni

la scuola si attiva per:

•  fornire le informazioni sulla vita scolastica dei figli, sugli interventi attuati e sulle possibilità di intervento mirato a problematiche particolari e/o contingenti

•  fornire informazioni sulle attività facoltative a disposizione dei figli

•  condividere il contratto formativo secondo le necessità dei figli e delle famiglie.

Insegnanti nuovi

la scuola predispone

•  attività di informazione su competenze e doveri legati al ruolo assunto dagli stessi rispetto al curricolo didattico d'Istituto

•  attività di informazione sui criteri metodologici ed operativi della scuola oltre che sulle attività in atto

•  persone cui fare riferimento per chiarimenti

•  materiali e strutture a disposizione per le attività scolastiche

 

Continuità

L'Istituto Comprensivo è cosciente del suo inserimento in un cammino che non si esaurisce nei suoi tempi d'intervento, ma inizia prima e continua dopo.

In conseguenza di ciò si attiva per coordinarsi con le agenzie che agiscono sulla prima infanzia e con le scuole di istruzione secondaria superiore per:

•  il passaggio di informazioni sugli alunni in entrata/uscita

•  il coordinamento delle attività svolte, al fine di creare un discorso continuo e organico che si evolva nel tempo

per far ciò

predispone momenti d'incontro e di reciproca conoscenza.

Particolare attenzione viene posta all'interno dell'Istituto per la continuità tra Scuola Primaria e Scuola Secondaria di I grado, creando situazioni di sinergia che ottimizzino il lavoro per intervenire al meglio delle possibilità e per il migliore dei risultati.

A tal fine vengono istituiti momenti di incontro sui curricoli e sulle strategie operative oltre che sulle metodologie didattiche in uso nei due livelli; a ciò viene preposta un'opportuna commissione.

Inoltre vengono previsti incontri con rappresentanti degli Istituti Superiori per far conoscere gli stessi agli alunni, per conoscere quali siano le aspettative degli stessi rispetto agli standard cognitivi d'ingresso ai loro corsi e i loro standard d'uscita rispetto al mondo del lavoro.

Infine la scuola si attiva in modo da essere puntualmente aggiornata sulle richieste del mondo del lavoro in modo da fornire ai propri alunni il massimo di informazioni su quanto li attende oltre che le abilità di base indispensabili per entrare in quell'ambiente dotati dei minimi strumentali per un adeguato inserimento.

Progetto di vita per alunni diversamente abili

L'altro, per quanto disabile o famiglia con figlio disabile,
non è da noi visto come alterità,
come anormalità e sofferenza,
attraverso cui rappresentare la propria normalità
ed il proprio benessere,
e nemmeno come oggetto di accudimento
attraverso cui esercitare la nostra compassione.
L'altro, per quanto disabile,
è per noi soggetto,
cittadino a tutti gli effetti,
persona nella sua totalità ed unicità
attraverso cui rileggere gli elementi fondativi della nostra esistenza
e del nostro fare società,
"Come corpo vivo che si mostra davanti a me
e ha a che fare con me
ed io con lui".
(Buber, 1932)

L'Istituto Comprensivo si prende carico della parte di specifica competenza della scuola per l'elaborazione del progetto di vita di ogni alunno diversamente abile: tale progetto ha inizio con l'inserimento del bambino nell'asilo nido o nella scuola dell'infanzia, fino al momento dell'ingresso in una realtà sociale più ampia.

Condizioni irrinunciabili a fondamento del progetto:

•  l'attenzione alle potenzialità ed ai bisogni speciali di ogni alunno

•  la progettazione di attività educative e didattiche mediante l'impiego di strategie metodologiche capaci di promuovere educazione e formazione per tutti

•  la continuità tra gli ordini di scuola

•  la promozione di una fattiva collaborazione scuola - famiglia.

FASI ESSENZIALI PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI VITA

Per tutti i docenti

•  Il progetto di vita impegna tutti i docenti dell'alunno diversamente abile a promuovere buone prassi di integrazione scolastica, indice di qualità per una scuola veramente inclusiva, efficiente (che fa le cose bene per tutti) ed efficace (che fa le cose giuste per tutti).

•  L'insegnante di sostegno, l'assistente educatore, i docenti del team e del Consiglio di Classe agiscono nella consapevolezza di avere la responsabilità collegiale della classe e dell'alunno diversamente abile, pertanto la loro azione ha la caratteristica della flessibilità: l'insegnante di sostegno potrà dunque svolgere ore curricolari sulla classe, permettendo all'insegnante curricolare di condurre attività educative e didattiche con l'alunno diversamente abile.

Progettazione (a cura dell'insegnante di sostegno)

•  Visionare i documenti dell'alunno

•  Curare la compilazione e l'aggiornamento del Registro per l'azione di sostegno (compreso il P.D.F.) e del portfolio

•  Mappare e valutare le risorse umane e materiali della scuola utili a garantire la realizzazione del progetto educativo e didattico dell'alunno

•  Verificare periodicamente il progetto educativo e didattico dell'alunno in sede di Programmazione di team (Scuola primaria) e di Consiglio di Classe (Scuola Secondaria di I grado)

•  Mantenere i contatti con la famiglia

•  Gestire i rapporti con l'A.S.L. insieme ad almeno un altro docente del team (Scuola Primaria) o del Consiglio di Classe (Scuola Secondaria di I grado)

•  Partecipare alla Commissione H

•  Raccogliere informazioni per realizzare scelte formative concertate in funzione di ipotesi di integrazione sociale (Progetto Orientamento)

•  Informarsi e documentarsi sulle possibilità offerte dal territorio dopo il compimento dell'obbligo scolastico

•  Partecipare a corsi di qualificazione

•  Informare e documentare il Dirigente Scolastico in ordine a tutti i punti esposti

Attività

•  individualizzate e/o individuali

•  con i compagni di classe (a piccolo gruppo, a semiclasse, a classe intera)

•  con alunni di classi della stessa scuola (primaria/secondaria di I grado)

•  con alunni di classi delle due scuole dell'Istituto (primaria/secondaria di I grado)

•  di laboratorio, condotte seguendo metodologie specifiche (apprendimento cooperativo, tutoring,….)

•  svolte sulla classe con l'utilizzo di esperti (nella stesura del Piano di diritto allo studio, porre attenzione ai bisogni dell'alunno diversamente abile)

•  realizzate in collaborazione con i genitori (a casa, nei casi di assenza prolungata)

•  svolte in contesti extrascolastici (ludoteca, C.R.E., Spazio Compiti, Spazio Gioco, Progetti di reinserimento territoriale nella scuola di competenza, Progetti educativi pomeridiani a casa…) affinché la situazione di benessere si possa ricreare anche al di fuori della scuola, dove la relazione con i coetanei deve potersi realizzare sempre.

Accoglienza Scuola Primaria

I docenti di classe quinta, l'insegnante di sostegno e la Responsabile di progetto per l'Handicap si incontrano:

•  con gli insegnanti di scuola dell'infanzia per il passaggio di informazioni sull'alunno
(a giugno dell'anno scolastico precedente l'inserimento)

•  con la famiglia per acquisire ulteriori informazioni sulla famiglia stessa e sul bambino, per orientare la famiglia sulle procedure relative alla documentazione clinica, per presentare il P. O. F.

•  con gli operatori A. S. L. per la presa in carico da parte della scuola del bambino
(maggio-giugno dell'anno scolastico precedente l'inserimento)

•  con la Commissione Territorio per l'individuazione delle possibili risorse, funzionali ai bisogni e alle potenzialità dell'alunno, da utilizzare nel tempo scolastico ed extrascolastico
(aprile dell'anno scolastico precedente l'inserimento)

Accoglienza Scuola secondaria di I° grado

•  L'insegnante di sostegno della Scuola primaria compila il P. D. F.

•  I Coordinatori dei Consigli di Classe di terza della Scuola secondaria di I grado ed il nuovo insegnante di Sostegno si incontrano con la Responsabile di progetto per l'Handicap, i docenti e l'insegnante di sostegno di quinta della Scuola Primaria per il passaggio di informazioni sull'alunno
(a giugno dell'anno precedente l'inserimento)

•  L'insegnante di Sostegno della Scuola Primaria "accompagna" l'alunno nel primo periodo del nuovo anno scolastico, svolgendo attività in compresenza con il nuovo insegnante di Sostegno della Scuola Secondaria di I grado
(periodo settembre-ottobre)

Percorso di orientamento

integrazione sociale dell'alunno diversamente abile dopo la classe terza della Scuola Secondaria di I grado

A partire dal mese di febbraio della classe seconda, insegnante di sostegno e docenti del Consiglio di Classe dell'alunno diversamente abile:

•  elaborano l'ipotesi di integrazione sociale sulla base della conoscenza dell'alunno e delle risorse del territorio

•  si confrontano con gli specialisti che seguono l'alunno sul piano clinico

•  si confrontano con la famiglia

•  ridefiniscono l'ipotesi, modificandola o sostituendola se necessario

•  attivano i contatti con l'agenzia formativa che riceverà l'alunno (altra scuola, Centro di Formazione Professionale, Centro Socio-Educativo, Atelier Comunale,…)

•  ridefiniscono il P. E. I. in funzione dell'ipotesi concordata

•  realizzano forme di contatto dell'alunno con l'agenzia di futuro inserimento (Progetto-ponte, Progetto misto, Preinserimento,…)

L'insegnante di sostegno cura la redazione e la trasmissione della documentazione all'agenzia formativa di accoglienza (Registro per l'azione di sostegno, P. D. F. e portfolio).

RAPPORTI CON LE FAMIGLIE

Dalla Convenzione Internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza approvata dall'O.N.U. il 20-11-1989:

“I genitori accompagnano i figli nell'avventura della crescita.
Essi hanno il diritto a essere aiutati nell'esercizio del loro ruolo…
Al fine di garantire l'adeguato esercizio della responsabilità,
la comunità locale e le istituzioni pubbliche devono aiutare i genitori ad avere opportunità, spazi e tempi affinché essi possano dedicarsi alla cura dei loro bambini…”

La ricerca, condotta dagli insegnanti negli ultimi anni, di modalità più adatte per facilitare la comunicazione sia da parte della famiglia sia da parte dei docenti, ha permesso di stabilire con chiarezza i tempi e i contenuti degli incontri tra gli educatori dell'alunno per concretizzare la Condivisione del Patto Educativo .

 

Il nostro Istituto offre i seguenti momenti di incontro con la famiglia:

SCUOLA PRIMARIA

• assemblee per genitori degli alunni in ingresso nella scuola di base

• assemblea per l'elezione del rappresentante di classe

• assemblea congiunta

• assemblea di classe

• colloqui individuali tra genitori e docenti

• colloquio individuale per la consegna della scheda di valutazione

• incontri tra il genitore rappresentante di classe e i docenti di classe

• incontri tra i genitori rappresentanti di classe e tutti i docenti della scuola (Consiglio d'Interclasse)

• incontri tra genitori rappresentanti di classe e docenti per l'adozione dei libri di testo

• assemblea per genitori degli alunni in ingresso nella scuola di base

• colloqui individuali tra i genitori e il docente coordinatore di inizio anno scolastico per alunni di prima

• assemblea di classe per l'elezione dei rappresentanti di classe

 

SCUOLASECONDARIA DI 1° GRADO

• colloqui individuali tra genitori e docenti

• colloquio tra genitori e docenti per alunni in uscita (orientamento)

• colloquio tra genitori e docenti per le attività individualizzate

• incontri tra i genitori rappresentanti di classe e i docenti di classe

• incontri tra genitori rappresentanti di classe e docenti per l'adozione dei libri di testo.

 

 

Dalla Convenzione Internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza approvata dall'O.N.U. il 20-11-1989:

“Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto di poter contare su tutte le informazioni che li riguardano e quelle utili al loro benessere…
Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto di fare pienamente parte della propria famiglia ed essere protagonisti nella propria scuola, nelle associazioni e nelle istituzioni…
Accanto all'impegno per la promozione dei diritti dei più piccoli i genitori non devono dimenticare che i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze vanno aiutati a comprendere che i diritti implicano anche quei doveri e quelle responsabilità che ci legano tutti nella comunità che abitiamo.”

La scuola ritiene fondamentale condividere con la famiglia l'azione educativa che viene stabilita all'inizio di ogni anno scolastico con la stesura del Contratto Formativo (inteso come l'azione di raccogliere insieme ciò che serve per costituire, regolare un vincolo per formare la persona) durante l'assemblea congiunta nella Scuola Primaria e in tre fasi distinte nella Scuola Secondaria di I grado:

•  iscrizione di inizio anno (scelta del tempo scuola)

•  accettazione di attività individualizzate

•  adesione a laboratori elettivi/facoltativi

Il Contratto Formativo è quindi la dichiarazione esplicita di ciò che le risorse insegnanti, genitori e bambini perseguiranno in un anno scolastico per la loro crescita. Esso si basa sul presupposto che ognuno è consapevole dei propri bisogni e responsabile delle proprie decisioni ed azioni, pertanto:

il docente

• esprimerà la propria offerta formativa

• motiverà il proprio interesse didattico ed educativo

• espliciterà le strategie, gli strumenti di verifica, i criteri di valutazione

l'alunno

conoscerà gli obiettivi didattici ed educativi del suo curricolo

• conoscerà il percorso e le fasi per raggiungerli

• conoscerà la situazione e la valutazione del suo curricolo in itinere

il genitore

• conoscerà l'offerta formativa

• esprimerà pareri e proposte

• collaborerà nell'azione educativa nell'ambito delle proprie competenze.

I momenti di incontro tra docenti e genitori nel corso dell'anno scolastico hanno la finalità di monitorare l'azione educativa del singolo alunno e dell'intera classe sia per sottolineare gli aspetti positivi, sia per trovare le strategie per affrontare gli aspetti negativi.

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI NON NATIVI

Qui nessuno è straniero

Questo protocollo ha il compito di attuare le indicazioni normative contenute nel DPR 31/8/99 n°394 relativo all'accoglienza e all'inserimento degli alunni non italofoni nella scuole italiane.

Esso si propone di

•  definire pratiche condivise in tema di accoglienza di alunni stranieri

•  facilitare l'ingresso e la frequenza nella scuola

•  sostenere gli alunni neoarrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto

•  favorire un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni,
che prevenga e rimuova eventuali ostacoli all'integrazione

•  costruire un contesto favorevole all'incontro con le altre culture

• promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi
dell'accoglienza e dell'educazione interculturale,
nell'ottica di un sistema formativo integrato .

La commissione d'accoglienza

Nella scuola si costituisce una Commissione d'accoglienza che attua le deliberazioni del Collegio Docenti in merito all'inserimento degli alunni stranieri.

Di questa Commissione faranno parte:
il Dirigente Scolastico o un suo delegato,
alcuni docenti che lavorano nell'attività di alfabetizzazione
ed eventualmente un rappresentante del personale non-docente.

Compito della commissione
sarà quello di progettare azioni che favoriscano un sereno inserimento degli alunni,
individuare le risorse della scuola per fare fronte alle eventuali necessità di alfabetizzazione
e monitorare periodicamente i progetti in atto.

Uno dei docenti assumerà il compito di referente,
per tenere i collegamenti tra le diverse figure che operano con gli alunni stranieri e con gli organismi provinciali (Sportelli Stranieri - Centro Servizi Amministrativi ecc.)

L' iscrizione

Quando la famiglia arriva in segreteria, il personale addetto adempie alle procedure di iscrizione e fissa un appuntamento con l'insegnante referente.

L'insegnante designato incontra la famiglia per un colloquio, durante il quale attingerà ad una serie di informazioni relative alla biografia dell'alunno e al suo precedente percorso scolastico.
In caso di necessità, al colloquio potrà essere chiamato ad intervenire un mediatore culturale, contattato mediante lo Sportello Stranieri.

L'assegnazione dell'alunno alla classe e alla sezione sarà proposto dalla commissione accoglienza,
secondo le normative vigenti e tenendo conto della realtà scolastica dell'Istituto.

Il Collegio Docenti, nel deliberare i criteri di formazione delle classi, indica anche quelli relativi all'assegnazione degli alunni stranieri.

Qualora fosse ritenuto opportuno, e sussistano le condizioni relativamente alla famiglia, si può concordare un inserimento graduale.

Alla famiglia saranno consegnate, quando si riterrà necessario, note informative sul funzionamento della scuola e sulla sua organizzazione nella lingua dell'alunno (materiale facilmente reperibile presso gli Sportelli e nei siti specifici)

È importante che la scuola si conceda il tempo necessario per prendere decisioni ponderate sull'inserimento,
per predisporre eventuali interventi di facilitazione dell'apprendimento della lingua italiana
e per preparare la classe prescelta ad accogliere il nuovo arrivato.

L'inserimento nella classe

Prima dell'inserimento del nuovo alunno, l'insegnante referente incontrerà il coordinatore del Consiglio di Classe, per fornire tutte le indicazioni e le informazioni utili alla conoscenza dell'alunno e concorderà gli interventi necessari.

Sarà compito, comunque, di tutti i docenti che operano nella classe favorire un positivo inserimento dell'alunno, sia contribuendo alla sua alfabetizzazione con la terminologia propria di ogni disciplina, sia predisponendo percorsi di apprendimento personalizzati, che tengano conto delle sue conoscenze pregresse.

Uno strumento utile potrebbe essere quello di affiancare al nuovo alunno, soprattutto nella scuola secondaria, un ragazzo italiano o immigrato di vecchia data, che svolga la funzione di tutor, di “compagno di viaggio” specialmente nei primi tempi.

Sarebbe bene fornire al coordinatore della classe, qualora la famiglia abbia una conoscenza limitata della lingua italiana, una modulistica bilingue relativa ad avvisi di vario genere (sciopero, vacanze, gite scolastiche, pagamenti di assicurazioni ecc.)

Gli interventi di alfabetizzazione o di sostegno saranno predisposti tenendo conto delle risorse della scuola:
ore di completamento, progetti predisposti e deliberati dal Collegio Docenti ed eventuali risorse esterne fornite dagli Enti Locali.

Collaborazione con il territorio

Per favorire la piena integrazione dei ragazzi nel contesto sociale, si possono contattare le associazioni e le agenzie educative presenti nel paese, per costruire una rete d'intervento che rimuova eventuali ostacoli e faccia crescere una cultura dell'accoglienza e dello scambio culturale.

Progetto di alfabetizzazione - anno scol. 2010-2011

In questo anno scolastico il progetto di alfabetizzazione ha tenuto conto delle risorse interne alla scuola e si è avvalso di progetti, finanziato dal Comune di Mozzo, per il sostegno di alunni in difficoltà.

In particolare sono stati attuati i seguenti interventi:

•  due unità tempo di 50 minuti, presso la scuola Primaria, svolte da un'insegnante della scuola Secondaria, per la prima alfabetizzazione di due alunni della scuola Primaria

•  due unità tempo (di cui una di Alternativa IRC), presso la scuola Secondaria per la prima alfabetizzazione di un alunno e il consolidamento linguistico di altri due di prima Secondaria

•  tre unità tempo settimanali, per un totale di 30 ore dall'11 gennaio a marzo, finanziate con fondi comunali e tenute da un'insegnante esterna. Queste ore sono state utilizzate per l'inserimento e il supporto nello studio di un alunno iscritto nel mese di novembre in seconda Secondaria

•  sei unità tempo (completamento di cattedra destinate a supplenze brevi), in assenza di supplenze, sono state dedicate sempre al sostegno dell'alunno di seconda Secondaria.

Tale progetto di utilizzo delle risorse della scuola è stato approvato dal Collegio Docenti e dai Consigli di Classe interessati.